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Per mitigare l'impatto
sull'avifauna:
- La distanza minima della centrale in
Molise è di 5 km dalla costa è tale da
non interferire con le rotte degli uccelli migratori.
- Sono state preferite aree con profondità
del mare non troppo bassa: gli uccelli generalmente
preferiscono le acque poco profonde perché offrono
condizioni migliori per cacciare; ciò determina
una riduzione del rischio di collisione nel caso in
cui la centrale eolica sia posizionata in acque profonde.
La centrale di progetto è stata posizionata al
limite della batimetrica di 20 m; per una centrale eolica
offshore la profondità di 20 m è attualmente
la massima raggiungibile con le attuali tecnologie;
- le turbine saranno di colore bianco,
esse sono maggiormente visibili per i volatili quindi
si riduce il rischio di collisione, inoltre saranno
le turbine saranno segnalate con opportune luci per
evitare collisioni con il traffico aereo e navale, anche
se alcune specie potrebbero essere attratte dalle luci.
Per gli impatti
su flora e fauna marini, potrebbero essere adottate le
seguenti misure di mitigazione:
- l'area della centrale non fa parte
di aree marine protette, aree di tutela o di protezione
per particolari specie di pesci, di mammiferi marini
o di fauna e flora marina soggetta a tutele;
- le fondazioni a monopiloni coinvolgono
un'area del fondale marino piccola e richiedono attività
di scavo limitate;
- i cavi sottomarini armati e schermati
saranno posati a 2 m di profondità sotto il fondale,
in modo da ridurre al massimo la generazione di campi
elettromagnetici.
Gli impatti sull'ambiente
marino possono essere mitigati con i seguenti accorgimenti:
- il layout di progetto è stato
posizionato in una zona dove il rischio sismico non
è rilevante, in tal sanso si ricorda che a pochi
chilometri di distanza sono state installate alcune
piattaforme petrolifere;
- l'attività di escavazione per
le fondazioni e quindi la dispersione ed il trasporto
dei sedimenti è minima grazie alla scelta del
tipo di fondazioni a monopali;
- si utilizzeranno metodi costruttivi
al fine di non alterare il regime ondoso e non favorire
il degrado della morfologia costiera;
Per l'impatto visivo,
benché la valutazione sia soggettiva, sono state
prese alcune misure precauzionali:
- le turbine scelte per il progetto hanno
tutte la stessa colorazione bianca in modo tale da non
incidere sul paesaggio costituendo un'unità armonica;
- la centrale è stata posta alla
maggior distanza possibile dalla linea di costa in modo
da minimizzare la visibilità;
- disposizione delle turbine (a maglia
piuttosto che in fila) in modo da minimizzare l'impatto
visivo: le turbine sono state disposte a maglia, con
il lato maggiore di essa parallelo alla costa.
Il rumore generato
dalle turbine è stato valutato con software dedicati.
Le simulazioni effettuate hanno confermato che l'impatto
sonoro è trascurabile. Le turbine moderne presentano
già al loro interno un dispositivo che permette
di attutire l'emanazione di suoni.
Sarà tenuto
in considerazione il valore turistico dell'area per la
scelta di del periodo di realizzazione.
Per la scelta del sito in cui collocare la cabina di trasformazione
si terrà conto dello stato di fatto e saranno preferiti
luoghi poveri di vegetazione, o situati nei pressi di
altri manufatti (es. strade) che non risentano della presenza
della sottostazione.
Nell'ambito dell'attuazione di misure di mitigazione è
necessario effettuare analisi incrociate al fine di individuare
un giusto equilibrio tra i diversi aspetti: ad esempio,
le luci segnalatrici aumentano l'impatto visivo, ma sono
necessarie per la sicurezza contro il rischio di collisione.
Recupero del sito
e piano di ripristino dell'area
Al termine della vita
utile dell'impianto, stimabile in 20-25 anni, il parco
eolico potrebbe essere "rimodernato", ovvero,
dopo una verifica dell'integrità dei piloni di
fondazione, si potrebbe procedere alla sostituzione integrale
delle sole turbine.
Le turbine infatti sono montate sulle fondazioni come
descritto nei paragrafi precedenti: la fondazione, la
torre e la turbina sono tre parti distinte che vengono
assemblate nel luogo di installazione dell'aerogeneratore.
Pertanto, verificata la compatibilità e la resistenza
delle fondazioni esistenti, si potrebbe procedere allo
smantellamento delle torri eoliche, preservandone le fondazioni
che verrebbero utilizzate per nuove turbine. In tal modo
la vita utile della centrale potrebbe essere prolungata
per un arco di tempo molto superiore a 25 anni.
Diversamente si potrebbe
procedere allo smantellamento integrale della centrale
procedendo in senso inverso alla fase di installazione
della centrale.
La dismissione di un impianto eolico si presenta comunque
di estrema facilità se confrontata con quella di
centrali di tipologia diversa, ed inoltre le operazioni
di smantellamento sono sostanzialmente ripetitive.
Il decommissioning
dell'impianto prevede la disinstallazione di ognuna delle
unità produttive utilizzando i mezzi e gli strumenti
appropriati, così come avviene nelle diverse fasi
di realizzazione. Successivamente per ogni macchina si
procederà al disaccoppiamento e separazione dei
macrocomponenti (generatore, mozzo, rotore..); quindi
saranno selezionati i componenti riutilizzabili, quelli
da riciclare, quelli da rottamare secondo le normative
vigenti. Una volta effettuato lo smontaggio delle macchine,
si procederà alla rimozione dei singoli elementi
costituenti il parco eolico.
In particolare i cavidotti che collegano la centrale con
la cabina di trasformazione e le linee elettriche che
collegano l'impianto alla stazione di smistamento saranno
rimosse e conferite agli impianti di recupero e trattamento.
Le misure di ripristino
interesseranno anche la cabina di trasformazione a terra:
essa dovrà essere smantellata in maniera tale da
riportare il sito alla condizione in cui si trovava prima
della costruzione della centrale.
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