Centrale Eolica Off-Shore "San Michele"
 

Per mitigare l'impatto sull'avifauna:

  1. La distanza minima della centrale in Molise è di 5 km dalla costa è tale da non interferire con le rotte degli uccelli migratori.
  2. Sono state preferite aree con profondità del mare non troppo bassa: gli uccelli generalmente preferiscono le acque poco profonde perché offrono condizioni migliori per cacciare; ciò determina una riduzione del rischio di collisione nel caso in cui la centrale eolica sia posizionata in acque profonde. La centrale di progetto è stata posizionata al limite della batimetrica di 20 m; per una centrale eolica offshore la profondità di 20 m è attualmente la massima raggiungibile con le attuali tecnologie;
  3. le turbine saranno di colore bianco, esse sono maggiormente visibili per i volatili quindi si riduce il rischio di collisione, inoltre saranno le turbine saranno segnalate con opportune luci per evitare collisioni con il traffico aereo e navale, anche se alcune specie potrebbero essere attratte dalle luci.

Per gli impatti su flora e fauna marini, potrebbero essere adottate le seguenti misure di mitigazione:

  1. l'area della centrale non fa parte di aree marine protette, aree di tutela o di protezione per particolari specie di pesci, di mammiferi marini o di fauna e flora marina soggetta a tutele;
  2. le fondazioni a monopiloni coinvolgono un'area del fondale marino piccola e richiedono attività di scavo limitate;
  3. i cavi sottomarini armati e schermati saranno posati a 2 m di profondità sotto il fondale, in modo da ridurre al massimo la generazione di campi elettromagnetici.

Gli impatti sull'ambiente marino possono essere mitigati con i seguenti accorgimenti:

  1. il layout di progetto è stato posizionato in una zona dove il rischio sismico non è rilevante, in tal sanso si ricorda che a pochi chilometri di distanza sono state installate alcune piattaforme petrolifere;
  2. l'attività di escavazione per le fondazioni e quindi la dispersione ed il trasporto dei sedimenti è minima grazie alla scelta del tipo di fondazioni a monopali;
  3. si utilizzeranno metodi costruttivi al fine di non alterare il regime ondoso e non favorire il degrado della morfologia costiera;

Per l'impatto visivo, benché la valutazione sia soggettiva, sono state prese alcune misure precauzionali:

  1. le turbine scelte per il progetto hanno tutte la stessa colorazione bianca in modo tale da non incidere sul paesaggio costituendo un'unità armonica;
  2. la centrale è stata posta alla maggior distanza possibile dalla linea di costa in modo da minimizzare la visibilità;
  3. disposizione delle turbine (a maglia piuttosto che in fila) in modo da minimizzare l'impatto visivo: le turbine sono state disposte a maglia, con il lato maggiore di essa parallelo alla costa.

Il rumore generato dalle turbine è stato valutato con software dedicati. Le simulazioni effettuate hanno confermato che l'impatto sonoro è trascurabile. Le turbine moderne presentano già al loro interno un dispositivo che permette di attutire l'emanazione di suoni.

Sarà tenuto in considerazione il valore turistico dell'area per la scelta di del periodo di realizzazione.
Per la scelta del sito in cui collocare la cabina di trasformazione si terrà conto dello stato di fatto e saranno preferiti luoghi poveri di vegetazione, o situati nei pressi di altri manufatti (es. strade) che non risentano della presenza della sottostazione.


Nell'ambito dell'attuazione di misure di mitigazione è necessario effettuare analisi incrociate al fine di individuare un giusto equilibrio tra i diversi aspetti: ad esempio, le luci segnalatrici aumentano l'impatto visivo, ma sono necessarie per la sicurezza contro il rischio di collisione.

Recupero del sito e piano di ripristino dell'area

Al termine della vita utile dell'impianto, stimabile in 20-25 anni, il parco eolico potrebbe essere "rimodernato", ovvero, dopo una verifica dell'integrità dei piloni di fondazione, si potrebbe procedere alla sostituzione integrale delle sole turbine.
Le turbine infatti sono montate sulle fondazioni come descritto nei paragrafi precedenti: la fondazione, la torre e la turbina sono tre parti distinte che vengono assemblate nel luogo di installazione dell'aerogeneratore.
Pertanto, verificata la compatibilità e la resistenza delle fondazioni esistenti, si potrebbe procedere allo smantellamento delle torri eoliche, preservandone le fondazioni che verrebbero utilizzate per nuove turbine. In tal modo la vita utile della centrale potrebbe essere prolungata per un arco di tempo molto superiore a 25 anni.

Diversamente si potrebbe procedere allo smantellamento integrale della centrale procedendo in senso inverso alla fase di installazione della centrale.
La dismissione di un impianto eolico si presenta comunque di estrema facilità se confrontata con quella di centrali di tipologia diversa, ed inoltre le operazioni di smantellamento sono sostanzialmente ripetitive.

Il decommissioning dell'impianto prevede la disinstallazione di ognuna delle unità produttive utilizzando i mezzi e gli strumenti appropriati, così come avviene nelle diverse fasi di realizzazione. Successivamente per ogni macchina si procederà al disaccoppiamento e separazione dei macrocomponenti (generatore, mozzo, rotore..); quindi saranno selezionati i componenti riutilizzabili, quelli da riciclare, quelli da rottamare secondo le normative vigenti. Una volta effettuato lo smontaggio delle macchine, si procederà alla rimozione dei singoli elementi costituenti il parco eolico.
In particolare i cavidotti che collegano la centrale con la cabina di trasformazione e le linee elettriche che collegano l'impianto alla stazione di smistamento saranno rimosse e conferite agli impianti di recupero e trattamento.

Le misure di ripristino interesseranno anche la cabina di trasformazione a terra: essa dovrà essere smantellata in maniera tale da riportare il sito alla condizione in cui si trovava prima della costruzione della centrale.